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Roberta Biagiarelli

FIGLIE DELL’EPOCA

“La pace non è solo l’assenza di guerra, ma il dispiegamento di quei processi vitali che conducono allo sviluppo collettivo”. (Jane Addams, 1899)

“L’esclusione delle donne dai grandi problemi dell’umanità è un principio del tutto guerresco e violento. Le donne sono destinate a trasformare, nei loro fratelli uomini, il principio della forza nel principio della ragione. Si può raggiungere questo scopo, con il lavoro dell’intelligenza sostenuto dall’amore”. (Paolina Schiff, 1915)

“Noi non siamo che le messaggere di una sfida che spinge all’azione i governi neutrali che abbiamo visitato. A nostra volta siamo le testimoni di un crescente desiderio di vasti strati di popolazione nei Paesi neutrali di mutare il chiuso disinteresse in buona volontà attiva”. (Manifesto delle delegate del Congresso presso i Governi, 1915)

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Descrizione

L’originale spettacolo di Roberta Biagiarelli ha il merito di raccontare, intrecciandola a tanti altri frammenti di memorie personali e collettive, l’incredibile storia del Congresso Internazionale delle Donne svoltosi a L’Aja dal 28 aprile al 1° maggio 1915. Che la storia di vita lo sanno tutti, ma quanti hanno davvero la voglia di capire, l’ambizione di conoscere e, sopratutto, la pazienza di imparare? 1136 donne illuminate che, in un momento tragico come la primavera del 1915, mentre l’Europa sprofonda nell’abisso di una guerra totale, ebbero l’idea di riunirsi per confrontarsi e per provare a cambiare le cose. Arrivarono da dodici paesi diversi e parlarono di diritti e di risoluzione pacifica dei conflitti. Ma le 1136 delegate erano lì innanzitutto perché sentivano il bisogno di testimoniare – per dirla con le parole di Aletta Jacobs, presidente delle suffragette olandesi e ideatrice del Congresso a L’Aja, – “la differenza delle donne sulla scena politica internazionale”. E’ un monologo a cerchi concentrici: c’è il Novecento che si apre e si chiude a Sarajevo, c’è il racconto biografico di Rosa Genoni, icona della moda italiana di inizio Novecento in grado di unire uno spiccato senso estetico ad un forte impegno etico e politico, unica rappresentante delle donne italiane al Congresso. C’è Jane Addams, guida carismatica della delegazione americana e simbolo del femminismo mondiale e c’è Roberta Biagiarelli che intreccia nel racconto la propria storia: vent’anni di incessante impegno per mantenere viva la memoria del genocio di Srebrenica in Bosnia-Erzegovina. Uno spettacolo di genere e di pace, per far emergere un protagonismo al femminile di cento anni fa e vedere che cosa resta oggi. Ci sono tanti post-it colorati perché le cose da ricordare sono tante e perché la memoria non è mai abbastanza.

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