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Loredana Cassinadri,

Luciano Pantaleoni

Le stramberie di Mingone. Fiabe popolari emiliane…alla rovescia

Descrizione

Incipit

La favola di Mingone (raccontata da Pedroni Ermelinda)
C’era una volta Mingone che viveva con sua madre. Avevano una casa, una tacchina, una vacca, un maiale, ma erano poveri e sua madre tutte le mattine doveva andare al mercato a vendere le uova e il latte. Un giorno la madre ha detto a Mingone: “Stamattina io vado al mercato, tu libera la tacchina e poi copri le uova, così non si squagliano”. Poi lei se n’è andata. Lui ha liberato la tacchina, le ha dato da mangiare, ha cercato…ma non ha trovato niente per coprire le uova. Allora ha pensato: “La tacchina c’era seduta sopra, ci vado sopra anch’io”. E così si è seduto sulle uova…

Quarta di copertina

Questa è una raccolta di fiabe popolari comiche. Ciò che le accomuna è il paradosso, il gioco, lo scherzo, il divertimento. Le favole parlano di contadini strambi, creduloni, ingenui, geniali che prendono la vita alla rovescia. Raccontano un mondo che non c’è, storie nelle quali non è vera una parola. Mingone è un personaggio che viene da lontano, pescato nel mare delle fiabe medioevali: le avventure di questo contadino stolto erano narrate nelle campagne emiliane a coloro che ridevano delle sue malefatte e godevano dei suoi successi quando la fortuna o una improvvisa e imprevista scaltrezza lo salvavano dalle catastrofiche situazioni nelle quali si perdeva. Illustrazioni di Giulio Taparelli

Recensione

In questi racconti ogni cosa avviene al contrario, il mondo è alla rovescia e ogni logica è negata. La storia acquista il fascino per il ritmo, per la musicalità ottenuta cone rime e assonanze e per la composizione armonica di avvenimenti surreali, di accostamenti impossibili e per questo divertenti. Il linguaggio utlizzato nei racconti accentua fortemente il carattere burlesco attraverso il cambio della musicalità narrativa, degli accenti e l’inserimento di parole deformate o ricostruite per enfatizzare le situazioni o le figure dei personaggi. Il narratore per ottenere questi risultati o per assecondare le rime fa spesso ricorso a termini derivanti da altre culture e da altri mondi (montanaro, padovano…). Queste tracce linguistiche testimoniano anche la ricchezza della cultura orale che veniva continuamente arricchita attraverso il racconto di narratori che si spostavano sul territorio stagionalmente per compiere il loro lavoro.

Informazioni aggiuntive

Anno

2006

Pagine

127

ISBN

9788889080580

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