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Nicolò Gianelli

Oniriche

14,00

Narrativa

Descrizione

Incipit

Forme

-Piove.

-Piove tempo.

-Piove tempo tutti i lunedì sera.

Pioveva tempo, di lunedì sera. Le vecchie e pesanti gocce di storia si rompevano regolari sui lunghissimi cappotti neri. Non era raro che dentro gli abiti invernali non ci fosse proprio nessuno, accadeva certe volte, che anime distratte s’ attardavano a chiedere l’ ora a qualche grosso impermeabile che ancora s’ aggirava stanco sotto le nuvolose stelle.

Quarta di copertina

Oniriche sono quindici storie, quindici racconti imprevedibili: mondi fatti di immagini altamente suggestive, di atmosfere surreali, di angoscia, di follia. Protagonista è l’uomo contemporaneo, imprigionato nelle sue stesse paure e perversioni, catapultato nelle forme più estreme dell’immaginazione. Attraverso un linguaggio insolito e originale, ogni storia risveglia l’Onirica successiva: il lettore si troverà così inghiottito in una metropoli nella quale spazio e tempo cadono sotto forma di pioggia; in un campanile disperso nella tundra che custodisce tutta l’arte della storia; in una prigione dimenticata nei boschi, dove un vecchio carcerato domina da sempre muffa e fango.

Recensione

Già da qualche anno Nicolò Gianelli (nato a Modena nel 1982) porta avanti il
proprio modo di fare arte: un’arte libera, fatta di istinto e di passione,
svincolata dai costumi e dalle tecniche tradizionali.

Già autore di diversi cortometraggi dal carattere fortemente surreale, si è
imposto come regista vincendo il concorso nazionale “Young Directors
Project”.

Dopo aver diretto a Roma “Scomparse”, un’opera straniante e
metaforica, ha cominciato a staccarsi dalle grandi produzioni per perseguire
un cinema indipendente attraverso il movimento “Kill The Cinema”, di cui
egli stesso è fondatore.

Oniriche, questo il titolo del volume, raccoglie 15 racconti.
Traspare in modo assolutamente evidente la frequentazione dell’autore del mondo dell’immagine: atmosfere spesse e umide, colori improbabili, dissolvenze e contrasti a grana grossa sono lo sfondo di tutte le storie.

La lingua è, però, matura e consapevole. Vi risuonano echi di prosa poetica in un impasto affascinante di vecchio e nuovo, di tattile e di onirico, di cupe atmosfere e luminosità improvvise.

I temi sono assolutamente imprevedibili ma sembrano essere legati da un filo molto sottile che il lettore può dipanare dal groviglio apparentemente inestricabile.
Questo filo conduttore è l’uomo, immerso nelle vite, anch’esse imprevedibili e improbabili, che qualcuno sembra aver scelto per lui. Figure stanche e tristi nella solitudine metropolitana, vecchi ancora combattivi e pieni di speranze di libertà, fantasmi d’uomini alla ricerca più di domande che di risposte, follie consapevoli e normalità assurde.

Su tutto, prevale la capacità dell’autore di tratteggiare particolari, di far emergere dalle pagine primi piani quasi fotografici, per poi diluire il tutto in un impasto problematico dove, al solito, prevalgono le ombre e i colori.

Informazioni aggiuntive

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Pagine

154

Anno

2007

ISBN

8889080477

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