Login

Password dimenticata

Vai al carrello

Shop

boccasuolo1boccasuolo1

Roberta Rossi

Storie di Boccassuolo

Descrizione

Incipit

Dicono che il toponimo derivi dalle emanazioni di gas sprigionate dal sottosuolo.
Ma questo è solo l’inizio della leggenda di un borgo i cui abitanti, di passaggio in ogni parte del mondo, hanno un sacco di storie da raccontare

Recensione

La ragione che sta alla base di questa prima opera di Roberta Rossi è l’amore. Ci vuole amore per partire da Vedano al Lambro in pieno hinterland milanese dove è nata e vissuta per anni con mamma e papà; passare da Roteglia, Provincia Reggiana, media Valle del Secchia, dove vive con Cristian (ed ecco la piccola Nicole) e spingersi tra i boschi dell’alta Val Dragone che incorniciano Boccassuolo. E ci vuole amore per scordare la casoeula per i burg o i fritlozz, per studiare un dialetto completamente diverso dal tuo perché vuoi conoscere meglio questo luogo e gli usi e i costumi, come ci insegnavano a scuola, di una piccola comunità che ti intriga.
Un amore che si è abbinato alla curiosità della brava giornalista che sa come fare il proprio lavoro e prima di scrivere legge, si documenta, raccoglie testimonianze con tanta pazienza e superando spesso non proprio la scontrosità ma di sicuro la tipica diffidenza del montanaro che ci vuole vedere chiaro prima di aprire bocca con la bionda milanesina. Così è nata questa bella e ricca pubblicazione che ha richiesto due anni di lavoro. Ma ne valeva la pena. Boccassuolo oggi ha una sua storia scritta, probabilmente la più completa, dove ogni aspetto della sua vita è raccontato. Si va dalle origini alle vicende più recenti, passando dalle guerre alla Liberazione, ai duri decenni della ricostruzione. E ancora le storie dei suoi emigranti che si sono spinti dall’Australia al Canada e dall’Africa all’America Latina per scendere nelle miniere, tagliare legna, confezionare pantaloni da lavoro, scalpellare sassi, fabbricare carbone. Boccassuolo come la Pàvana cantata da Francesco Guccini: “un ricordo lasciato tra i castagni dell’Appennino”. Si narra poi delle chiese, delle sagre, dei giochi e del Cantamaggio, degli antichi mestieri riproposti ancora oggi con grande realismo, dei matrimoni di una volta e della cura dei malanni, delle ricette tipiche spesso a base di castagne e farine. Fino ad arrivare all’arguta Fola du luv e la vuipa che chiude il racconto.
Ho accettato con piacere l’invito di Roberta di “tenere a battesimo” questo libro per l’affetto e la stima che ho per lei ma anche perché mi ritrovo in questa storia. Sono montanaro, anche se di quota inferiore, e di origine contadina; capisco questo particolare dialetto e ho mangiato i borlenghi a casa dei Bettuzzi. Andavo a funghi e a castagne e ho gustato per anni tanti dei piatti qui descritti, o comunque molto simili a quelli che cucinava mia mamma. La professione, unita a una innata passione per la montagna, mi ha poi portato innumerevoli volte nelle vallate dell’Appennino Modenese di Ponente e il suono delle campane di Boccassuolo è sempre stato un richiamo irresistibile. E sono contento di avere raccontato un po’ di queste terre e di queste storie, ma non bene come Roberta, lavorando con amici come Francesco Genitoni e Giorgio Cornia, che purtroppo non c’è più ma che porto nel cuore e quel vecchio mago della fotografia che si chiama Beppe Zagaglia, Insomma, anche per me questo libro è in qualche modo una storia d’amore.
Eliseo Baroni

Informazioni aggiuntive

Anno

2008

ISBN

9788889080672

Recensioni

Ancora non ci sono recensioni.

Recensisci per primo “Storie di Boccassuolo”

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

novità

Segnalati dagli Utenti

X